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L’amore ha la forma di una rosa (e non di una sfera)

Nel post Sanremo si è molto dibattuto sulla performance di Roberto Benigni, che ha portato il Cantico dei Cantici sopra il palco della nota gara canora, ma idealmente nelle case di tutti noi. Da un lato molti hanno apprezzato l’intento, “la laica evangelizzazione” di un appassionato dell’arte e della mistica, più che della religione in sé; altri invece hanno evidenziato lacune in una forzatura di significato che ha fatto deragliare l’opera stessa in una prospettiva erotica (non che il Cantico in sé non ne abbia, di componente), a servizio della cultura odierna. Il dibattito è aperto; tra i tanti contributi, puntuale come tutti i lunedì dalle pagine del Corriere della Sera, Alessandro D’Avenia ci aiuta a cogliere come “l’amore abbia la forma di una rosa, e non di una sfera“. Da leggere, e magari proporre – specie con gli studenti più grandi – in una bella riflessione/dibattito sul tema dell’amore, argomento cosi solo apparentemente lontano dal mondo degli adolescenti, e invece fondamentale.  L’amore ha la forma della rosa – Dal Corriere della Sera 17 febbraio 2020

Ritorna anche quest’anno il MONDIARIO!

CopertinaPuntuale come un orologio svizzero, ritorna anche quest’anno la bella proposta del MONDIARIO, rilanciata dal nostro amico e collega Dario Pravato. 

Nell’edizione di quest’anno un contributo significativo per la sua realizzazione è stata fornita dal Maestro giocattolaio Roberto Papetti e dall’illustratore, già premio Andersen 2017, Marco Paci. Sono nove le schede del MONDIARIO, dedicate al gioco da costruire: un MONDIARIO bello, utile e che fa del bene! Per maggiori info si può contattare Dario Pravato al numero 3402274410 o dariopravato@hotmail.com

Comunicato stampa 2020    Lettera dal DIRIGENTE SCOLASTICO PROVINCIALE    Locandina 2020    Progetto Mondiario 2020

Liceo Frisi di Monza, dalla cronaca nera alla riflessione pedagogica

Il liceo scientifico Paolo Frisi di Monza, uno dei più rinomati della zona, negli ultimi giorni è finito, suo malgrado, al centro delle pagine di cronaca. Due ragazzi che frequentavano la scuola sono infatti arrivati a togliersi la vita.

Avvenuti a pochi giorni l’un dall’altro, questi episodi hanno destato sgomento, scalpore, rabbia, timore. La dirigente scolastica, Lucia Castellana, non ha voluto sottovalutare l’episodio, ma si è fatta subito promotrice di un incontro con le famiglie dei giovani dell’istituto per invitarli a restare il più vicino possibile ai loro figli e a prestare attenzione a ogni possibile comportamento ritenuto inusuale. Certo, come docenti non possiamo non condividere la necessità di fare una riflessione sia sulla fragilità dei nostri ragazzi, ma anche sul dialogo educativo (oltre che didattico) che instauriamo con loro. 

Articolo del Corriere sul caso Liceo Frisi

Qualche valido motivo per studiare … religione

Anche se “vecchio” di due anni, questo contributo del collega Andrea Monda pubblicato su “Avvenire” si legge sempre volentieri. Grazie alla sua penna “concreta e incisiva” Andrea ci indica infatti alcuni validi motivi, che giustificano agli occhi degli studenti il senso di studiare “anche” religione.  Ecco come far capire ai ragazzi perché vale la pena fare religione

Prime indicazioni operative per Esame di Stato

Sull’edizione on line di Ed Scuola la giornalista Emanuela Micucci offre un primo sunto delle indicazioni operative, a cui saranno chiamati i commissari per la Maturità 2020. Ed scuola 05 febbraio 2020

“Quello che potevano”

Sophie Scholl, una delle componenti del movimento di giovani della Rosa Bianca

Siamo oramai alla fine di una settimana densa di incontri, emozioni, celebrazioni per il Giorno della Memoria. Per questo assume ancora più valore rileggere quanto Alessandro D’Avenia ha scritto lunedì scorso, dalle pagine del Corriere della Sera. Come suggerisce l’amico Fernando Cerchiaro, una copia di questo scritto andrebbe appesa in ogni sala insegnanti, dai piccoli della materna alla scuole primaria, alla scuola secondaria di I° fino alla II°.  “Non si può commemorare la shoah durante la prima ora e, la seconda, dire a uno studente «non vali niente». Le ipocrisie della memoria demoliscono la memoria. Per fare memoria non basta narrare l’olocausto e mostrarne i testimoni, per fare memoria bisogna «farsi» memoria.” Parole magistrali: buona lettura. Alessandro D’Avenia intervento lunedì 27 gennaio 2020 Corriere della Sera

Janusz Korczak, un esempio come educatore, pedagogista, maestro

In questi giorni di celebrazioni per il Giorno della Memoria, ci piace ricordare Janusz Korczak, educatore, pedagogista e soprattutto amico dei bambini. La sua figura è stata di esempio e guida, in un momento davvero drammatico del secolo scorso. Lo ricordiamo con questo breve video.

Incontro su “L’educazione è cosa del cuore” a Cornedo

Ci viene segnalato che sabato 1 febbraio, alle 16.30 nella sala San Giovanni a Cornedo, si svolge questo interessante incontro (promosso dall’Unità Pastorale Cornedo Muzzolon Spagnago) con la partecipazione straordinaria (perché straordinario è il personaggio!) di Johnny Dotti, educatore e pedagogista. Il titolo dell’incontro è “L’educazione è cosa del cuore”: per chi ne ha la possibilità, è occasione da non perdere.  Johnny Dotti, classe 1963, è sposato con Monica e padre di quattro figli, è imprenditore sociale, pedagogista e docente a contratto all’Università Cattolica di Milano. Amministratore delegato di «On impresa sociale» e già consigliere delegato e presidente di Cgm (la più grande rete di cooperazione sociale in Italia) e di Welfare Italia, ha pubblicato diversi libri: Buono è giusto. Il welfare che costruiremo insieme (con M. Regosa, Sossella), Oratori generatori di speranza (Emp), Giuseppe siamo noi (con M. Aldegani, San Paolo) e Con:dividere (Sossella).

Pinocchio, una bambinata universale

“Fabula è il luogo in cui qualcuno incontra il suo destino, il senso del suo stare al mondo: per questo delle storie non potremo mai fare a meno.” Con queste parole Alessandro D’Avenia, dalle pagine del Corriere della Sera, nella sua consueta “Ultimo banco” ci porta dentro il mondo fantastico e affascinante dell’opera di Collodi. Come sempre, da leggere.

Alessandro D’Avenia – Corriere della Sera 13 gennaio 2020

Le parole che fanno bene, nonostante il dolore

Ci sono parole che fanno bene: innanzitutto a chi le sente, prima ancora di chi le dice. E’ il caso del discorso di Ryan Pourjam, questo ragazzino che ha perso suo padre, Mansour, tragicamente morto l’8 gennaio scorso. Mansour era con 175 passeggeri su quel volo ucraino, abbattuto “per errore” dalle forze armate iraniane. Le parole pronunciate da questo ragazzo meritano davvero di entrare a pieno titolo nelle nostre aule (nell’ora di religione, e non solo), non solo per la verità e la sincerità di cui sono caratterizzate, ma anche per la capacità di saper attraversare il dolore. Di seguito il video con alcuni stralci del suo discorso, e l’editoriale, davvero incisivo, di Massimo Gramellini, pubblicato nella prima pagina odierna del Corriere della Sera.

Versione on line dell’editoriale di Gramellini

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