scuolavicentina

#vogliafamorescuola

Prosegue la campagna #vogliamofarescuola promossa dalla Fidae: con essa si vuole auspicare un ritorno a scuola caratterizzato da responsabilità e sicurezza, unite a una profonda rimotivazione e fiducia nei confronti del processo educativo, anche contando sulla metodologia della didattica a distanza come azione riflessiva e sociale.

L’invito è di condividere e diffondere il video-manifesto allegato.

Una scuola generativa

“Una scuola «ha senso solo se la intendiamo come costituzionalmente sempre incinta. Deve generare di continuo.” Parole davvero cariche di passione e buon senso quelle del Dirigente dell’ICS Alda Merini di Milano, prof. Angelo Lucio Rossi, da leggere e condividere. Postiamo da Vita.it di venerdì scorso una sua bella intervista.

Vita.it intervista Angelo Lucio Rossi

 

Una nuova costituente per la scuola

Marco Rossi Doria, già sottosegretario all’Istruzione ai tempi dei governi Monti e Letta propone in questo contributo sul quotidiano Avvenire (di venerdì 22 maggio) una riflessione molto interessante sullo stato dell’arte del mondo scuola in questo tempo, “auspicando che il prossimo sia un anno  costituente per la scuola”. Da leggere.

Articolo Avvenire Marco Rossi Doria

La didattica con lo sguardo impossibile “da remoto”

Sull’edizione di lunedì del Corriere della Sera è comparso un interessante e provocatorio contributo di Walter Lapini, Professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Genova. Le sue osservazioni meritano una attenta riflessione.

Articolo Lapini La didattica con lo sguardo impossibile da remoto

Proposta AIMC per i prossimi concorsi

Ci viene segnalata questa proposta, inerente la preparazione a distanza finalizzata ad affrontare i Concorsi a Cattedra di Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di primo e secondo grado e il TFA sostegno, banditi e pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 28/04/2020. 
Il Corso è qui sotto allegato; per la domanda di iscrizione cliccare su domanda

Corso di preparazione cattedre e TFA sostegno

La scuola cattolica presenta la propria offerta formativa al tempo del coronavirus

fidaeLa scuola cattolica non si ferma, o perlomeno prova a reagire da par suo, per lanciare un segnale forte a studenti, insegnanti, famiglie e società tutta. Venerdì è previsto un primo appuntamento importante: al link seguente tutte le info. Passiamo parola!

#VOGLIAMOFARESCUOLA – Parte la campagna Fidae

Infodemia

Dalle pagine del Corriere della Sera, il collega Alessandro D’Avenia ci regala un pezzo da leggere e meditare, sull’infodemia del nostro tempo.  “Non è la quantità ma la profondità a far comprendere la realtà” Parole sagge.

PDF con articolo sull’Infodemia

Link alla pagina del Corriere della Sera D’Avenia

 

E per fortuna che “abbiamo il sostegno” …

Rilanciamo la lettera di una mamma, Lucia Adriani, pubblicata sul Giornale di Vicenza nell’edizione di ieri. Le sue parole, pesanti come macigni, squarciano il velo su una condizione drammatica che interessa molte famiglie e tanti ragazzi, con le più varie forme di disabilità. Non possiamo, mai, abbandonare nessuno a sé stesso, nel mondo scuola: pena il venir meno della nostra stessa funzione educativa, sociale, didattica, comunitaria. Parole su cui riflettere.

Lettera GdVI Lucia Adriani

Chi viene lasciato indietro …

Giulio, 12 anni, e sua madre Gloria, a Scansano (Grosseto), il 15 aprile 2020. Per partecipare alle lezioni online devono salire su una collina dove hanno una connessione internet migliore. (Jennifer Lorenzini, Reuters/Contrasto)

Dalle pagine di “Internazionale” il giornalista e scrittore Christian Raimo lancia un appello e insieme un allarme urgente ci sono studenti, tanti, che rischiano a causa del Covid-19 di rimanere indietro. “Il rischio è che tanti interrompano il loro percorso scolastico o che lo seguano con grande irregolarità.” Un rischio che, in effetti, è più concreto di quanto si possa immaginare.

Generazione Covid-19 Articolo Internazionale

 

Oggi è il 50° Earth day

Il pianeta andrebbe salvaguardato tutti i giorni, ma c’è una data (il 22 aprile) in cui lo celebriamo in modo particolare: è la Giornata della Terra. Il tema interessa i nostri studenti e coinvolge anche la nostra didattica, specie quest’anno dove tra gli appelli di Greta Thunberg, scioperi per per l’ambiente e la pandemia per il Covid-19, il mondo naturale attorno a noi ci sta davvero interpellando e invitando alla responsabilità. L’Earth Day è oggi la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

 

 

 

 

 

Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile, e ha avuto inizio ufficiale dal 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

In Italia, dove lo si celebra dal 2007, l’evento principale è il Villaggio della Terra. Per diverse giornate intorno al 22 aprile i cittadini (soprattutto giovani) sono invitati a Villa Borghese a Roma per prendere parte a laboratori, incontri ed eventi sportivi, culturali e musicali secondo un modello completamente sostenibile. Ovviamente quest’anno gli incontri saranno purtroppo solamente virtuali.

Sito http://www.villaggioperlaterra.it/

Ogni Giornata della Terra ha un tema, e quest’anno è la volta dell’azione per il clima. Il futuro del pianeta è strettamente legato ai cambiamenti climatici, e se continueremo a emettere gas serra ai ritmi attuali – informa l’IPCC, l’International Panel on Climate Change – nel 2040 la temperatura potrebbe raggiungere i due gradi in più. Oggi siamo a quota un grado, ma se riusciremo a fermarci a +1,5 la qualità dell’aria sarà migliore. È una missione impegnativa, ma ognuno può fare la sua parte per ridurre le emissioni e usare meglio l’energia: spegniamo le luci quando non servono, limitiamo il consumo di carne e formaggi, non abusiamo del riscaldamento in casa, riduciamo i viaggi in automobile e soprattutto in aereo.

Alcuni aneddoti: sul nostro pianeta abbiamo un milione e 700mila specie di animali. E molte restano ancora da scoprire. Questa biodiversità è in pericolo, ma unendo le forze è possibile rallentare il tasso di estinzione. Alla conservazione della biodiversità è stato dedicato il programma decennale dell’Earth Day Network che nel 2020 si conclude. Anche quest’anno sono state scelte dieci specie a rischio su cui concentrare gli sforzi: ce n’è di molto piccole, come la farfalla monarca, e di ben più grandi (l’elefante asiatico). Anche i predatori all’apice della catena alimentare, come il pesce martello, maggiore vanno protetti, e non scordiamoci delle piante: in lista c’è anche la Sequoia Gigante, minacciata da siccità e incendi. Oppure ancora: lo sapevate che fino a poco più di trent’anni fa era possibile scaricare immondizia, sostanze chimiche e radioattive nell’oceano? La legge che lo vieta è “solo” del 1988. Le acque note come “oceani comuni” (non governate da un singolo Stato) occupano il 40% della superficie terrestre, e tutte le nazioni, insieme, sono responsabili della loro cura. Per mettere d’accordo così tanti protagonisti, dal 2014 è stato avviato un piano guidato dalla Fao per proteggere la vita marina, conservare la biodiversità e ridurre la pesca. La prova di collaborazione meglio riuscita riguarda le balene: se 40 anni fa erano sull’orlo dell’estinzione, decimate da secoli di caccia, oggi il loro numero torna a crescere in tutto il mondo. Insomma, c’è tanto da fare, ancora oggi…

Fonti: http://www.earthdayitalia.org e edizione del martedì 21.04.2020 di Popotus (speciale del quotidiano “Avvenire“)

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