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No cult e una scusa che non regge

ripartire_dalla_cultura_firma_appelloRepubblica ha pubblicato nell’edizione odierna due contributi (di Maria Pia Veladiano e Laura Montanari) sui “consumi culturali” del nostro tempo. I dati sono significativi, le riflessioni conseguenti amare. Noi come scuola ci impegniamo per ridare valore ad una dimensione, quella culturale, che qualifica il nostro essere uomini e donne che vivono e sono parte attiva di una società.

Una scusa che non regge               Il digiuno culturale

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Un pensiero su “No cult e una scusa che non regge

  1. Grazie a Maria Pia Veladiano: condivido ogni sillaba del suo interessante articolo e in particolare la sua ultima frase”grazie a Dio c’è la scuola”!
    In una società che non “aiuta” la cultura, per la quale non c’e tempo per leggere …
    (un alibi evidente e una scusa da non accettare, visto che c’è tempo per “tutto”) la scuola è veramente un ambito privilegiato. I miei studenti amano la lettura: basta far loro nascere questo amore, interessarli, stupirli. Ogni occasione è buona, basta che la docente non “inventi” la scheda libro: è il tasto giusto per far loro odiare i libri! Ma la politica ci aiuta? Dove sono i prezzi speciali per cinema, teatro, carta stampata, quotidiani…per studenti! Il quotidiano in classe è un’ottima iniziativa, un rito di iniziazione che vale la pena sperimentare! Luciana Martini

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