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Oggi è il 50° Earth day

Il pianeta andrebbe salvaguardato tutti i giorni, ma c’è una data (il 22 aprile) in cui lo celebriamo in modo particolare: è la Giornata della Terra. Il tema interessa i nostri studenti e coinvolge anche la nostra didattica, specie quest’anno dove tra gli appelli di Greta Thunberg, scioperi per per l’ambiente e la pandemia per il Covid-19, il mondo naturale attorno a noi ci sta davvero interpellando e invitando alla responsabilità. L’Earth Day è oggi la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

 

 

 

 

 

Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile, e ha avuto inizio ufficiale dal 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

In Italia, dove lo si celebra dal 2007, l’evento principale è il Villaggio della Terra. Per diverse giornate intorno al 22 aprile i cittadini (soprattutto giovani) sono invitati a Villa Borghese a Roma per prendere parte a laboratori, incontri ed eventi sportivi, culturali e musicali secondo un modello completamente sostenibile. Ovviamente quest’anno gli incontri saranno purtroppo solamente virtuali.

Sito http://www.villaggioperlaterra.it/

Ogni Giornata della Terra ha un tema, e quest’anno è la volta dell’azione per il clima. Il futuro del pianeta è strettamente legato ai cambiamenti climatici, e se continueremo a emettere gas serra ai ritmi attuali – informa l’IPCC, l’International Panel on Climate Change – nel 2040 la temperatura potrebbe raggiungere i due gradi in più. Oggi siamo a quota un grado, ma se riusciremo a fermarci a +1,5 la qualità dell’aria sarà migliore. È una missione impegnativa, ma ognuno può fare la sua parte per ridurre le emissioni e usare meglio l’energia: spegniamo le luci quando non servono, limitiamo il consumo di carne e formaggi, non abusiamo del riscaldamento in casa, riduciamo i viaggi in automobile e soprattutto in aereo.

Alcuni aneddoti: sul nostro pianeta abbiamo un milione e 700mila specie di animali. E molte restano ancora da scoprire. Questa biodiversità è in pericolo, ma unendo le forze è possibile rallentare il tasso di estinzione. Alla conservazione della biodiversità è stato dedicato il programma decennale dell’Earth Day Network che nel 2020 si conclude. Anche quest’anno sono state scelte dieci specie a rischio su cui concentrare gli sforzi: ce n’è di molto piccole, come la farfalla monarca, e di ben più grandi (l’elefante asiatico). Anche i predatori all’apice della catena alimentare, come il pesce martello, maggiore vanno protetti, e non scordiamoci delle piante: in lista c’è anche la Sequoia Gigante, minacciata da siccità e incendi. Oppure ancora: lo sapevate che fino a poco più di trent’anni fa era possibile scaricare immondizia, sostanze chimiche e radioattive nell’oceano? La legge che lo vieta è “solo” del 1988. Le acque note come “oceani comuni” (non governate da un singolo Stato) occupano il 40% della superficie terrestre, e tutte le nazioni, insieme, sono responsabili della loro cura. Per mettere d’accordo così tanti protagonisti, dal 2014 è stato avviato un piano guidato dalla Fao per proteggere la vita marina, conservare la biodiversità e ridurre la pesca. La prova di collaborazione meglio riuscita riguarda le balene: se 40 anni fa erano sull’orlo dell’estinzione, decimate da secoli di caccia, oggi il loro numero torna a crescere in tutto il mondo. Insomma, c’è tanto da fare, ancora oggi…

Fonti: http://www.earthdayitalia.org e edizione del martedì 21.04.2020 di Popotus (speciale del quotidiano “Avvenire“)

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