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Archivio per la categoria “Riflessioni”

Il caso Rosa Maria Dell’Aria

E’ di questi giorni la polemica divampata sui social, relativa alla sospensione della prof. ssa Rosa Maria Dell’Aria, rea di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni in occasione del Giorno della memoria. L’accusa che viene rivolta riguarda un ppt, dove vengono accostate le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro dell’interno Matteo Salvini. Noi che amiamo la scuola e crediamo nel suo compito primario di sviluppare riflessione critica, abilità, conoscenze, competenze anche attraverso il confronto e il pensiero, non possiamo che stigmatizzare questa carica di odio e persecuzione in cui è incorsa questa docente, peraltro nemmeno responsabile delle slide prodotte. Sapere poi che oggi la Digos si è presentata a scuola e ha interrogato Preside, professori e alunni fa davvero rabbrividire … Articolo Avvenire

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Corresponsabilità, parola “grossa”

Rilanciamo dal sito di tuttoscuola.com un breve intervento di commento, relativo alle ultime novità che si vogliono introdurre nel mondo della scuola, dalla proposta di legge sull’Educazione civica fino all’estensione alla scuola primaria del Patto di corresponsabilità educativa. C’è da rifletterci!

Corresponsabilità per arginare l’irresponsabilità: basterà?

Laboratori educativi!

Segnaliamo questi incontri, promossi dall’AGE (Associazione Italiana Genitori) che si pongono come veri e propri laboratori educativi. In particolar modo l’obiettivo è di individuare e riflettere su spunti educativi utili ad promuovere una sana relazione con i figli. La relatrice sarà la dott.ssa Celegato Annalisa, già formatrice Scuola Genitori AGE. Gli incontri si tengono a Lonigo, ma meritano di essere conosciuti, condivisi, partecipati. Per info fare riferimento a Siro Cattelan (3276299839)

25 aprile e il Presidente che “fa” scuola

Quando si ha un “grande” Presidente della Repubblica, non ci si aspetta altro che un “grande” discorso. Quello pronunciato in occasione del 25 aprile vale, probabilmente, molte ore di educazione civica. Da ascoltare, meditare, diffondere. Discorso di Mattarella – Vittorio Veneto 25.04.2019

Una riflessione interessante

 

Pubblichiamo una riflessione interessante, proposta dal Dirigente Gianni Zen, e uscita oggi su “Il Giornale di Vicenza”. In effetti, c’è da ragionarci sopra, specie in un tempo in cui a scuola ci si lamenta che “le ore non bastano mai” …

A scuola “dal Papa”

La scuola è un bene di tutti e deve restare una fucina nella quale ci si educa all’inclusione, al rispetto delle diversità, alla collaborazione. È un laboratorio che anticipa ciò che dovrebbe essere nel futuro la collettività”. Sono parole di Papa Francesco, dette agli studenti del liceo classico statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, ricevuti una settimana fa nell’Aula Paolo VI, in occasione dell’Anno Giubilare Aloisiano. Il pontefice ha ricordato gli ex studenti illustri, tra cui Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, e Franco Modigliani, futuro nobel per l’economia, oltre ai grandi scienziati che vi hanno insegnato. Nelle parole di Francesco l’invito ai giovani a “non avere paura delle diversità che arricchiscono”. E ad “avere passione davanti alla cultura e alla scienza”, non “indifferenza”, e poi l’invito a non abusare del cellulare, “una droga, che trasforma le relazioni da comunicazione a contatto”. Parole che sicuramente hanno inciso su questi giovani romani; perché “si può andare anche a scuola dal Papa”!   Udienza Papa studenti Visconti

Controlli biometrici …

Ebbene si, pare che finalmente si sia trovato il modo di risolvere i mali della scuola italiana: abbiamo inventato i controlli biometrici dei Dirigenti scolastici, et oplà … ovviamente la proposta non poteva non scatenare proteste, tra queste segnaliamo anche, oltre all’articolo del Corriere della Sera sul tema, anche il contributo del Giornale di Vicenza con le riflessioni del Dirigente Gianni Zen     Controlli biometrici

C’è chi ha il coraggio di pensare

Questa volta il nostro post è un po’ diverso dal solito. Non parla di scuola, ma di ciò a cui la scuola deve portare: il pensare … l’episodio oramai è noto, e risale ad un paio di giorni fa. Questo ragazzo di 15 anni, Simone, senza timore e prepotenza affronta i dimostranti di Casa Pound, che stanno guidando la protesta di parte del quartiere di Torre Maura (Roma) per l’arrivo di un gruppo di Rom in una comunità nel quartiere: ciò che ci colpisce, più che il contenuto delle sue parole, è la fierezza dello sguardo e il suo continuo argomentare. Ecco, la scuola deve educare a pensare, sempre: mai rinunciare al dialogo, al confronto, alla parola.

La vita non è un film

Sul recente episodio di San Donato Milanese, che ha coinvolto 52 ragazzi delle scuole medie, si sta scrivendo di tutto e di più. Cittadinanza, Ius soli, Senegal e Italia, polemiche a non finire. A noi piace rilanciare il commento, semplice ma incisivo, di Paolo Curtaz, che pone l’accento sul valore di questi ragazzi delle medie. Paolo Curtaz “Non è un film”

La “maestrocrazia”

Come ogni lunedì, ALESSANDRO D’AVENIA ci conduce in un viaggio fatto di parole, sentimenti, riflessioni sul mondo scuola. Dalla rubrica “Letti da rifare” di Avvenire dello scorso lunedì, citiamo: Ci vuole: «maestria». Ricordo ancora l’assurdo consiglio ascoltato da un docente della scuola di specializzazione per l’insegnamento: «Se sbagliate e i ragazzi se ne accorgono, continuate ad affermare ciò che avete detto. Siete maestri, non potete sbagliare!». Proprio il contrario di ciò che rende tale un maestro e attrae i ragazzi. La «maestrocrazia» non sta nel potere conferito dal ruolo o in un’illusoria infallibilità, ma nel voler essere ancora «ammaestrati» dalla vita, come diceva la grande poetessa russa Marina Cvetaeva: «Chi ascolto oltre la voce della natura e della saggezza? La voce di tutti i mastri e maestri. Quando recito una poesia sul mare e un marinaio che non capisce nulla di poesia mi corregge, io gli sono riconoscente. Lo stesso con il guardaboschi, il fabbro, il muratore. Ogni cosa che mi viene donata dal mondo esterno mi è preziosa, poiché in quel mondo io sono una nullità. Ma quel mondo mi è necessario ogni minuto». Il maestro non è tale perché infallibile, ma perché continua a lasciarsi educare: è credibile se anche lui, come i ragazzi, è impegnato a crescere. La maestrocrazia

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