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Prime indicazioni operative per Esame di Stato

Sull’edizione on line di Ed Scuola la giornalista Emanuela Micucci offre un primo sunto delle indicazioni operative, a cui saranno chiamati i commissari per la Maturità 2020. Ed scuola 05 febbraio 2020

“Quello che potevano”

Sophie Scholl, una delle componenti del movimento di giovani della Rosa Bianca

Siamo oramai alla fine di una settimana densa di incontri, emozioni, celebrazioni per il Giorno della Memoria. Per questo assume ancora più valore rileggere quanto Alessandro D’Avenia ha scritto lunedì scorso, dalle pagine del Corriere della Sera. Come suggerisce l’amico Fernando Cerchiaro, una copia di questo scritto andrebbe appesa in ogni sala insegnanti, dai piccoli della materna alla scuole primaria, alla scuola secondaria di I° fino alla II°.  “Non si può commemorare la shoah durante la prima ora e, la seconda, dire a uno studente «non vali niente». Le ipocrisie della memoria demoliscono la memoria. Per fare memoria non basta narrare l’olocausto e mostrarne i testimoni, per fare memoria bisogna «farsi» memoria.” Parole magistrali: buona lettura. Alessandro D’Avenia intervento lunedì 27 gennaio 2020 Corriere della Sera

Janusz Korczak, un esempio come educatore, pedagogista, maestro

In questi giorni di celebrazioni per il Giorno della Memoria, ci piace ricordare Janusz Korczak, educatore, pedagogista e soprattutto amico dei bambini. La sua figura è stata di esempio e guida, in un momento davvero drammatico del secolo scorso. Lo ricordiamo con questo breve video.

Incontro su “L’educazione è cosa del cuore” a Cornedo

Ci viene segnalato che sabato 1 febbraio, alle 16.30 nella sala San Giovanni a Cornedo, si svolge questo interessante incontro (promosso dall’Unità Pastorale Cornedo Muzzolon Spagnago) con la partecipazione straordinaria (perché straordinario è il personaggio!) di Johnny Dotti, educatore e pedagogista. Il titolo dell’incontro è “L’educazione è cosa del cuore”: per chi ne ha la possibilità, è occasione da non perdere.  Johnny Dotti, classe 1963, è sposato con Monica e padre di quattro figli, è imprenditore sociale, pedagogista e docente a contratto all’Università Cattolica di Milano. Amministratore delegato di «On impresa sociale» e già consigliere delegato e presidente di Cgm (la più grande rete di cooperazione sociale in Italia) e di Welfare Italia, ha pubblicato diversi libri: Buono è giusto. Il welfare che costruiremo insieme (con M. Regosa, Sossella), Oratori generatori di speranza (Emp), Giuseppe siamo noi (con M. Aldegani, San Paolo) e Con:dividere (Sossella).

Pinocchio, una bambinata universale

“Fabula è il luogo in cui qualcuno incontra il suo destino, il senso del suo stare al mondo: per questo delle storie non potremo mai fare a meno.” Con queste parole Alessandro D’Avenia, dalle pagine del Corriere della Sera, nella sua consueta “Ultimo banco” ci porta dentro il mondo fantastico e affascinante dell’opera di Collodi. Come sempre, da leggere.

Alessandro D’Avenia – Corriere della Sera 13 gennaio 2020

Le parole che fanno bene, nonostante il dolore

Ci sono parole che fanno bene: innanzitutto a chi le sente, prima ancora di chi le dice. E’ il caso del discorso di Ryan Pourjam, questo ragazzino che ha perso suo padre, Mansour, tragicamente morto l’8 gennaio scorso. Mansour era con 175 passeggeri su quel volo ucraino, abbattuto “per errore” dalle forze armate iraniane. Le parole pronunciate da questo ragazzo meritano davvero di entrare a pieno titolo nelle nostre aule (nell’ora di religione, e non solo), non solo per la verità e la sincerità di cui sono caratterizzate, ma anche per la capacità di saper attraversare il dolore. Di seguito il video con alcuni stralci del suo discorso, e l’editoriale, davvero incisivo, di Massimo Gramellini, pubblicato nella prima pagina odierna del Corriere della Sera.

Versione on line dell’editoriale di Gramellini

Messaggio CEI sull’insegnamento della Religione Cattolica 2020-2021

E’ di pochi giorni fa il messaggio della CEI sull’insegnamento della Religione Cattolica per l’a.s. 2020-2021. Dalle pagine di Avvenire, riportiamo il testo.

Messaggio CEI IRC 2020-2021

Una preghiera per la pace

Il post di stasera è una richiesta, per una preghiera in silenzio. Forse condividerla a scuola è troppo, considerato il benedetto tema della laicità che a volte toglie anche l’anima e il sussurro di una voce Altra, nel mondo scuola. Ma sicuramente le parole di Papa Francesco sono da far nostre, condividerle, cosi come la riflessione purtroppo carica di verità di Hannah Arendt.

“In tante parti del mondo si sente una terribile aria di tensione. La guerra porta solo morte e distruzione. Invitiamo tutte le parti a mantenere accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo e a scongiurare l’ombra dell’inimicizia. Preghiamo in silenzio perché il Signore ci dia questa grazia” (Papa Francesco)

Il 2019 della scuola, dalla A alla Z

 

E’ oramai un appuntamento tradizionale del 31 dicembre di ogni anno: una sintesi di quanto successo nel 2019 al mondo scuola, dalla A alla Z, grazie ai redattori della rivista tuttoscuola.com. Anche quest’anno rilanciamo cosi il loro contributo, davvero interessante, capace di fare un riassunto per punti di quanto capitato nell’anno che sta per andare, con l’auspicio che il 2020 sia invece più sereno e armonioso per tutto il comparto scuola. E con l’occasione…auguri di un buon 2020 da tutto l’ufficio diocesano per l’educazione e la scuola di Vicenza!

La scuola nel 2019 dalla A alla L

La scuola nel 2019 dalla M alla Z

Auguri di buone festività a tutti!!!

Tra le Natività più belle della storia dell’arte si annovera l’Adorazione del Bambino di Gerrit van Honthorst (Utrecht, 1592 – 1656), noto in Italia anche come Gherardo delle Notti, per la sua propensione a dipingere toccanti ed evocative scene notturne. Proprio come questa Adorazione: si tratta di uno splendido notturno, realizzato dall’artista tra il 1619 e il 1620, che emana una meravigliosa pacatezza: pare traboccare dall’intero dipinto una sensazione di calma divina che entra nei nostri cuori e nelle nostre menti. Un’atmosfera ovattata e quasi magica, come solo la notte di Natale sa trasmettere. Questo senso di serenità è maggiore se l’osservatore si concentra sui volti dei personaggi raffigurati nell’opera: le quattro figure ai lati della tela, ovvero la Madonna, san Giuseppe e due angioletti, sono in adorazione del bambino appena venuto al mondo, che occupa il centro della scena. Lo sguardo di Maria, come quello degli altri tre personaggi rappresentati, è costantemente rivolto verso Gesù Bambino, posto sulla paglia di una piccola mangiatoia ricoperta da un panno bianco. Il viso della Vergine è quello di una giovane ragazza dai lineamenti teneri e delicati, che con gli occhi rivolti verso il basso, quasi socchiusi, e la bocca che abbozza un dolce sorriso, venera il suo bambino, esprimendo l’infinito amore che una madre prova per la sua piccola creatura. Mentre è in atto di adorazione, solleva finemente i due lembi del panno in segno di protezione: probabilmente il pittore ha raffigurato l’attimo immediatamente precedente al momento in cui la madre avvolge il bambino con il lenzuolo. Leggermente più indietro rispetto alla Madonna, ma sempre sulla parte destra della tela, è rappresentato san Giuseppe: il suo volto, come da iconografica decisamente più maturo rispetto a quello di Maria, è incorniciato da una folta barba, ma i suoi occhi, socchiusi come quelli del personaggio femminile, esprimono amore, gioia e tenerezza, attraverso un’adorante espressione bonaria.

La parte sinistra della tela è occupata da due angioletti con sembianze di fanciulli. Uno abbigliato con una veste di colore azzurro sta ammirando il bambino (è l’unico personaggio posto perfettamente di fronte a Gesù) e tiene le mani incrociate sul petto in segno di umiltà, l’altro abbigliato con una veste di colore giallo, con orli intagliati e ricamati e una cintola di colore rosso, tiene le mani giunte e guarda il pargoletto tenendo la bocca semiaperta in un’espressione trasognante. La scena intima e raccolta è avvolta da una luce che emana dal panno bianco e dal bambino stesso e illumina in particolare i volti dei personaggi che gli stanno attorno. Un espediente che proviene certamente dalla lezione caravaggesca: ad essere in primo piano sia dal punto di vista della composizione del dipinto che dal punto di vista simbolico sono le figure illuminate a tutto tondo, il cui bagliore si propaga al resto del dipinto, crea un gioco di luci e ombre, tipico dello stile dell’artista olandese, in grado di far fuoriuscire dall’oscurità figure della tela attraverso un traboccante bagliore di luce proveniente da una candela o da un personaggio divino. Le sue opere sono per la maggior parte notturni con la presenza di fonti di luce artificiali o divine che illuminano delicatamente la scena: è dovuto a ciò l’appellativo di Gherardo delle Notti. L’Adorazione del Bambino di van Honthorst è conservata alle Gallerie degli Uffizi, a Firenze.

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