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Archivio per il tag “Educazione”

Piccolo decalogo (meglio dozzina…) di consigli per il buon insegnante

Sull’edizione di mercoledì 4 settembre de “la Repubblica” il nostro caro amico e collega Eraldo Affinati ha stilato un breve e semplice decalogo (anzi, 10+2) con delle osservazioni davvero interessanti per il buon insegnante. In questa fase di inizio anno, siano di buon auspicio e confronto per tutti, dai maestri ai professori ai docenti universitari…a tutti coloro che incrociano, ogni giorno, i nostri cari studenti. Le 10 regole (più 2) per un insegnante Affinati

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Scrutini, numeri e persone

Nel bel mezzo del periodo degli scrutini, fa bene (e ci fa bene) leggere e meditare questo bellissimo contributo di Alessandro D’Avenia, pubblicato sulla rubrica “Letti da rifare” del Corriere della Sera, in edicola oggi. Davvero, c’è da meditare. Scrutini, numeri e persone

A scuola “dal Papa”

La scuola è un bene di tutti e deve restare una fucina nella quale ci si educa all’inclusione, al rispetto delle diversità, alla collaborazione. È un laboratorio che anticipa ciò che dovrebbe essere nel futuro la collettività”. Sono parole di Papa Francesco, dette agli studenti del liceo classico statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, ricevuti una settimana fa nell’Aula Paolo VI, in occasione dell’Anno Giubilare Aloisiano. Il pontefice ha ricordato gli ex studenti illustri, tra cui Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, e Franco Modigliani, futuro nobel per l’economia, oltre ai grandi scienziati che vi hanno insegnato. Nelle parole di Francesco l’invito ai giovani a “non avere paura delle diversità che arricchiscono”. E ad “avere passione davanti alla cultura e alla scienza”, non “indifferenza”, e poi l’invito a non abusare del cellulare, “una droga, che trasforma le relazioni da comunicazione a contatto”. Parole che sicuramente hanno inciso su questi giovani romani; perché “si può andare anche a scuola dal Papa”!   Udienza Papa studenti Visconti

La “maestrocrazia”

Come ogni lunedì, ALESSANDRO D’AVENIA ci conduce in un viaggio fatto di parole, sentimenti, riflessioni sul mondo scuola. Dalla rubrica “Letti da rifare” di Avvenire dello scorso lunedì, citiamo: Ci vuole: «maestria». Ricordo ancora l’assurdo consiglio ascoltato da un docente della scuola di specializzazione per l’insegnamento: «Se sbagliate e i ragazzi se ne accorgono, continuate ad affermare ciò che avete detto. Siete maestri, non potete sbagliare!». Proprio il contrario di ciò che rende tale un maestro e attrae i ragazzi. La «maestrocrazia» non sta nel potere conferito dal ruolo o in un’illusoria infallibilità, ma nel voler essere ancora «ammaestrati» dalla vita, come diceva la grande poetessa russa Marina Cvetaeva: «Chi ascolto oltre la voce della natura e della saggezza? La voce di tutti i mastri e maestri. Quando recito una poesia sul mare e un marinaio che non capisce nulla di poesia mi corregge, io gli sono riconoscente. Lo stesso con il guardaboschi, il fabbro, il muratore. Ogni cosa che mi viene donata dal mondo esterno mi è preziosa, poiché in quel mondo io sono una nullità. Ma quel mondo mi è necessario ogni minuto». Il maestro non è tale perché infallibile, ma perché continua a lasciarsi educare: è credibile se anche lui, come i ragazzi, è impegnato a crescere. La maestrocrazia

Educare non è una mera competenza

Eraldo Affinati, nel numero di venerdì dell’Avvenire, commenta l’episodio triste di Foligno, con la solita sapienza e speranza, nonostante tutto. Da leggere e condividere. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/quello-che-i-piccoli-ci-insegnano

Un pedagogista che amava i bambini fino a dare la vita

Oggi è il 27 gennaio, giornata dedicata alla commemorazione della Shoah. Sono molte le cerimonie e le celebrazioni, e anche noi non possiamo sottrarci al ricordo di quanto successo; però intendiamo offrire una storia bella, di una persona che ha dato la sua vita per quei bambini per i quali spendeva la sua vita. Stiamo parlando di Janusz Korczak, qui ricordato in uno scritto di un suo allievo, Aleksander Lewin. Buona lettura. janusz korczak

Periodo di scelte…aiutiamo a scegliere bene!

In questi giorni (e fino al 30 gennaio) le famiglie dei bambini e ragazzi frequentanti l’ultimo anno della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I° formalizzano la scelta per la scuola del prossimo anno scolastico. Ovviamente una attenzione speciale va rivolta alla possibilità di avvalersi dell’ora di religione: e a sentire questi studenti del Liceo Fogazzaro, ne vale proprio la pena!!!

Un “dono” presente

E niente: pensavamo di interrompere la pubblicazione degli scritti dell’amico Alessandro D’Avenia, che ultimamente avevamo ripreso forse eccessivamente, ma come si fa a non rilanciare uno scritto simile, quando si leggono parole come “Fare un presente» diventa quindi regalare una presenza nuova, che a volte è semplicemente il farsi vivi con qualcuno che trascuriamo o ignoriamo da tempo o riannodare una relazione rovinata. Il dono è una presenza che ribadisce: «è bello che tu ci sia, comunque sia andata, eccomi qui a dirtelo». Per questo, ancora una volta, eccovi un contributo di D’Avenia, pubblicato lunedì scorso sulla rubrica “Letti da rifare” sul Corriere della Sera. Merita, davvero, e ci interpella profondamente nel nostro servizio educativo e didattico.   https://www.corriere.it/alessandro-davenia-letti-da-rifare/18_dicembre_10/regali-doni-o-presenti-alessandro-d-avenia-letti-da-rifare-c954a902-fbeb-11e8-b5c8-9e33310709fc.shtml

Il senso del tempo

Si guadagna tempo solo amando, perché amare rende il tempo «durata»“. Postiamo volentieri un altro contributo di Alessandro D’Avenia, sempre dalla sua rubrica “Letti da rifare” che tiene tutti i lunedì dalle pagine del Corriere della Sera. Bello, come sempre. https://www.corriere.it/alessandro-davenia-letti-da-rifare/18_dicembre_03/37-tic-tac-tic-tac-4fa38bb0-f64f-11e8-965d-a4607dea17f7.shtml?refresh_ce-cp

Quando i soldi della paghetta sanno di bene comune…

Segnaliamo volentieri questa notizia, rilanciata da Avvenire nell’edizione odierna (all’interno della rubrica “dulcis in fundo” di Paolo Ferrario), dove si racconta la vicenda di una classe seconda della primaria di Garlate (Lecco). Il loro gesto, in sé semplice ma importante, ci insegna che l’educazione sa essere sempre vincente.  https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/i-soldi-della-paghetta-per-aggiustare-la-scuola

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