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Archivio per il tag “Scuola”

Emergenza stress

Nel nostro mondo scolastico aumenta il livello di contenzioso, di violenza, di sovraccarico. La scuola è a rischio stress, uno dei malesseri più diffusi del XXI secolo, che può degenerare in burnout. Una mina vagante ormai per i professionisti dell’educazione. Rilanciamo questi articoli pubblicati da Tuttoscuola.com, che cercano di porre il problema all’attenzione del pubblico.

L’emergenza a scuola che non si vede ma c’è: lo stress

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Settimana diocesana della scuola 2019: gli appuntamenti ufficiali!

Cominciamo il nostro avvicinamento alla SETTIMANA DELLA SCUOLA 2019 (in calendario dal 13 al 22 ottobre), promossa dal nostro ufficio diocesano, con la locandina dei vari appuntamenti già definiti; a breve li presenteremo uno ad uno. Intanto … cominciamo già ad aggiornare le nostre agende per garantire la presenza e, naturalmente, condividiamo le varie iniziative previste nella settimana con amici, docenti, colleghi …

Piccolo decalogo (meglio dozzina…) di consigli per il buon insegnante

Sull’edizione di mercoledì 4 settembre de “la Repubblica” il nostro caro amico e collega Eraldo Affinati ha stilato un breve e semplice decalogo (anzi, 10+2) con delle osservazioni davvero interessanti per il buon insegnante. In questa fase di inizio anno, siano di buon auspicio e confronto per tutti, dai maestri ai professori ai docenti universitari…a tutti coloro che incrociano, ogni giorno, i nostri cari studenti. Le 10 regole (più 2) per un insegnante Affinati

Stiamo tornando …

In questi giorni frenetici di riunioni, incontri organizzativi, staff di presidenza, collegi, nomine, graduatorie, liste delle classi, dipartimenti e chi ne ha più ne metta … compreso il nuovo ministro del Miur (a proposito, auguri a Lorenzo Fioramonti per l’incarico assegnato) desideriamo rilanciare un post tratto dalla pagina fB “Portami il diario“, pubblicato ancora un anno fa: eppure mantiene una valenza attualissima. Ecco, noi ci crediamo. Di seguito il testo:

Ce l’avete messa tutta, quest’estate. Avete seminato odio e raccolto tempesta. Cos’è, volete rendere difficile il nostro lavoro? Ma il nostro lavoro è sempre difficile. E di bulli ne abbiamo già visti. Certo, ora la situazione è più complicata, ve ne rendo il merito. Noi passiamo nove mesi, il tempo di mettere al mondo un essere umano, a mostrare come si sta tutti insieme, a biasimare chi insulta, a reprimere chi discrimina, a punire chi esagera e poi arrivate voi e voilà, si può tutto. Vi do una notizia sconvolgente: a scuola non si può. Perchè ci sarà sempre uno di noi a dire che non si fa, a spiegare perchè non si può e non si deve, a fornire un’alternativa, a proporre un altro punto di vista. E sì, certo, potete mandarci affanculo, ma non tutti e non tutti insieme.
Mentre voi provate a calpestare i diritti delle persone, noi spieghiamo la costituzione.
Mentre voi giocate a chi urla più forte, noi chiediamo il silenzio e leggiamo poesie.
Mentre vi divertite a preparare un futuro preoccupante, noi raccontiamo il passato perchè è l’unica cosa che ci permette di capire il presente.
Spieghiamo e discutiamo, buttiamo nel cestino la lezione preparata per parlare della notizia del giorno che accende gli studenti come gli ultrà di una tifoseria, perchè è l’unico modo in cui pensano si debba discutere, finchè qualcuno non mostra loro un’opzione diversa.
Siamo il corpo speciale più addestrato e più temibile, siamo l’esercito di Silente, siamo la cavalleria che arriva suonando la tromba, siamo i buoni ma facciamo un lavoro sporco, anche se qualcuno lo deve pur fare e poi a noi piace.
Insegniamo a pensare.
Paura, eh?
Siamo il corpo docente e stiamo tornando.
E’ finita la pacchia.”

Scrutini, numeri e persone

Nel bel mezzo del periodo degli scrutini, fa bene (e ci fa bene) leggere e meditare questo bellissimo contributo di Alessandro D’Avenia, pubblicato sulla rubrica “Letti da rifare” del Corriere della Sera, in edicola oggi. Davvero, c’è da meditare. Scrutini, numeri e persone

Il caso Rosa Maria Dell’Aria

E’ di questi giorni la polemica divampata sui social, relativa alla sospensione della prof. ssa Rosa Maria Dell’Aria, rea di non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni in occasione del Giorno della memoria. L’accusa che viene rivolta riguarda un ppt, dove vengono accostate le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro dell’interno Matteo Salvini. Noi che amiamo la scuola e crediamo nel suo compito primario di sviluppare riflessione critica, abilità, conoscenze, competenze anche attraverso il confronto e il pensiero, non possiamo che stigmatizzare questa carica di odio e persecuzione in cui è incorsa questa docente, peraltro nemmeno responsabile delle slide prodotte. Sapere poi che oggi la Digos si è presentata a scuola e ha interrogato Preside, professori e alunni fa davvero rabbrividire … Articolo Avvenire

A scuola “dal Papa”

La scuola è un bene di tutti e deve restare una fucina nella quale ci si educa all’inclusione, al rispetto delle diversità, alla collaborazione. È un laboratorio che anticipa ciò che dovrebbe essere nel futuro la collettività”. Sono parole di Papa Francesco, dette agli studenti del liceo classico statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, ricevuti una settimana fa nell’Aula Paolo VI, in occasione dell’Anno Giubilare Aloisiano. Il pontefice ha ricordato gli ex studenti illustri, tra cui Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, e Franco Modigliani, futuro nobel per l’economia, oltre ai grandi scienziati che vi hanno insegnato. Nelle parole di Francesco l’invito ai giovani a “non avere paura delle diversità che arricchiscono”. E ad “avere passione davanti alla cultura e alla scienza”, non “indifferenza”, e poi l’invito a non abusare del cellulare, “una droga, che trasforma le relazioni da comunicazione a contatto”. Parole che sicuramente hanno inciso su questi giovani romani; perché “si può andare anche a scuola dal Papa”!   Udienza Papa studenti Visconti

La “maestrocrazia”

Come ogni lunedì, ALESSANDRO D’AVENIA ci conduce in un viaggio fatto di parole, sentimenti, riflessioni sul mondo scuola. Dalla rubrica “Letti da rifare” di Avvenire dello scorso lunedì, citiamo: Ci vuole: «maestria». Ricordo ancora l’assurdo consiglio ascoltato da un docente della scuola di specializzazione per l’insegnamento: «Se sbagliate e i ragazzi se ne accorgono, continuate ad affermare ciò che avete detto. Siete maestri, non potete sbagliare!». Proprio il contrario di ciò che rende tale un maestro e attrae i ragazzi. La «maestrocrazia» non sta nel potere conferito dal ruolo o in un’illusoria infallibilità, ma nel voler essere ancora «ammaestrati» dalla vita, come diceva la grande poetessa russa Marina Cvetaeva: «Chi ascolto oltre la voce della natura e della saggezza? La voce di tutti i mastri e maestri. Quando recito una poesia sul mare e un marinaio che non capisce nulla di poesia mi corregge, io gli sono riconoscente. Lo stesso con il guardaboschi, il fabbro, il muratore. Ogni cosa che mi viene donata dal mondo esterno mi è preziosa, poiché in quel mondo io sono una nullità. Ma quel mondo mi è necessario ogni minuto». Il maestro non è tale perché infallibile, ma perché continua a lasciarsi educare: è credibile se anche lui, come i ragazzi, è impegnato a crescere. La maestrocrazia

Scuole paritarie, parità non di fatto

Pubblichiamo una lettera al direttore Marco Tarquinio dell’Avvenire (di qualche giorno fa) e la sua risposta, su un tema ancora oggi troppo avvolto nei pregiudizi ideologici, relativamente alle scuole paritarie. Lettera al direttore scuole paritaria 01032019

Educare non è una mera competenza

Eraldo Affinati, nel numero di venerdì dell’Avvenire, commenta l’episodio triste di Foligno, con la solita sapienza e speranza, nonostante tutto. Da leggere e condividere. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/quello-che-i-piccoli-ci-insegnano

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