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Il messaggio del Vescovo di Vicenza al mondo della scuola, in questo tempo complesso

Mentre continua l’emergenza Coronavirus Covid-19 e la comunità civile ed ecclesiale vive questi giorni di sospensione di ogni attività e precauzionale isolamento, il Vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol raggiunge i fedeli della Diocesi con un nuovo video messaggio indirizzato questa volta al mondo della scuola: ragazzi, ragazze, genitori e insegnanti. E’ un invito alla responsabilità individuale, a trasformare questa esperienza difficile in un’opportunità di crescita interiore e un segno di gratitudine a tutti gli educatori.

Niente sarà come prima

In questo breve inciso postato sulla pagina di attualità della rivista on line TUTTOSCUOLA, si analizza la situazione del nostro tempo, che inevitabilmente coinvolgerà anche la fase del ritorno a scuola (da tutti auspicata).

Niente sarà come prima, anche a scuola

La scuola al tempo del Coronavirus (di Maria Pia Veladiano)

mariapia-veladiano-asqdRiportiamo un contributo davvero interessante e utile della cara Maria Pia Veladiano, pubblicato oggi su Repubblica, e da lei condiviso sulla propria pagina fB. Ci paiono parole davvero sagge e piene di lungimiranza.

Non è una decisione che si può prendere facilmente quella di chiudere le scuole. Anche solo un giorno. Quando i giornali pubblicano titoli del tipo: “Sciopero dei docenti. Scuole chiuse”, non è mai vero. I presidi sono tenuti a mettere in atto tutte le misure organizzative possibili per assicurare la sorveglianza degli studenti senza chiudere le scuole. Solo quando l’adesione dei docenti o dei collaboratori è così massiccia che in nessun modo si può assicurare l’incolumità dei ragazzi dentro le aule, è possibile chiudere, ma solo i plessi scoperti. Il preside deve fare una determina motivata, in cui indica come e perché è costretto sospendere le lezioni. Le scuole chiuse rappresentano quindi nella realtà e nel simbolo l’eccezionalità del momento, anche perché in questi giorni non solo sono sospese le lezioni, ma sono chiusi anche gli uffici di segreteria. A memoria di chi sta nella scuola, non è mai capitato, nemmeno con le nevicate eccezionali del 1985.
Finora si è trattato di due (il primo ciclo) o tre giorni (le superiori e l’università). Praticamente un ponte con le vacanze di Carnevale. Adesso per Veneto, Emilia Romagna e Lombardia si tratta di una settimana intera. E’ un periodo significativo che ha un impatto importante sul piano della riorganizzazione familiare e, per la novità, anche sull’organizzazione della didattica e della scuola stessa. Una settimana o due non rappresentano una tragedia per i programmi purché la scuola riesca a mantenere il legame con il processo di apprendimento. “Lasciar cadere” questi giorni vuol dire perdere l’opportunità di verificare quanto le scuole si sanno attrezzare per una didattica che possa dare continuità all’apprendimento, anche a distanza, attraverso modalità e strumenti che ci sono già e che sono sicuramente conosciuti e apprezzati dagli studenti. Si può fare. Per situazioni particolari come la malattia prolungata di uno studente, più o meno tutte le scuole sono in grado di farlo, anche perché si ingaggiano i docenti su base volontaria e di solito si prestano i tecnologicamente più attrezzati. Un tempo non era così, adesso invece sì. Nello stesso modo ora però si tratta di organizzare una didattica a distanza in modo strutturato, coinvolgendo in modo sistematico e ordinario tutti i docenti e tutti gli studenti. Le scuole che hanno già messo a regime modalità di didattica a distanza stanno lavorando senza difficoltà. Sicuramente sembrano meglio attrezzate le università. Gli altri livelli di scuola si muovono a spot. Il Miur ha organizzato un gruppo di supporto per le scuole che vogliono sperimentarla, in corsa, vista l’emergenza, invitando a collaborare “i produttori di hardware e software che desiderano rendere disponibili a titolo gratuito i propri prodotti”. In realtà è qualcosa che non si può improvvisare e che non potrà proprio essere senza costi, come chiede il Ministero, ma la strada sarà questa e i giorni particolari che stiamo vivendo ci dicono che si deve percorrerla con saggezza.”

Mariapia Veladiano

Janusz Korczak, un esempio come educatore, pedagogista, maestro

In questi giorni di celebrazioni per il Giorno della Memoria, ci piace ricordare Janusz Korczak, educatore, pedagogista e soprattutto amico dei bambini. La sua figura è stata di esempio e guida, in un momento davvero drammatico del secolo scorso. Lo ricordiamo con questo breve video.

Adolescenti, non malati

Sul Corriere della Sera di venerdì 20 dicembre è pubblicato una interessante riflessione di Francesco Dell’Oro, a margine dell’uscita del suo nuovo libro “Indietro tutta“, nella quale l’autore sottolinea con forza una delle questioni che, effettivamente, stanno coinvolgendo in modo sproporzionato la scuola italiana: l’ansia di prestazione che porta molti casi a essere classificati come BES/DSA. E’ un tema delicato, ma bisogna anche avere il coraggio di parlare, specie nel nostro paese, dove il “gioco” di diagnosticare disturbi di apprendimento sembra essere continuo e non conoscere (a volte) limite.  Articolo di Francesco Dell’Oro – Corriere della Sera

Decreto scuola ed educazione civica

educazione-civicaIn questi giorni è in discussione in Senato il decreto scuola. Naturalmente molto attese sono le indicazioni circa l’istituzione dell’ora di educazione civica che però, da come anticipa Reginaldo Palermo su “La Tecnica della scuola” sembra non proporre particolari novità o aggiornamenti.  Educazione civica decreto scuola

Quella voglia di “ascolto”

giovaniI nostri giovani, sempre più, desiderano essere ascoltati. Rilanciamo volentieri un contributo di Roberto Carnero, pubblicato sull’Avvenire ancora il 23 ottobre scorso. Parole semplici, ma di profonda verità e attualità. Articolo Roberto Carnero

Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole

E’ passata un pò in sordina la ricorrenza odierna, nella quale si celebrava la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Il pensiero non può non andare a Vito Scafidi, 17enne frequentante il liceo Darwin di Rivoli, tragicamente morto undici anni fa a scuola. Fu il controsoffitto in laterizio a cedere, sotto il peso di un vecchio tubo di ghisa non funzionante lasciato ancorato nel vano tecnico con del fil di ferro. Il tetto crollò sui banchi e la polvere coprì ogni cosa, cancellò i sogni e distrusse le speranze di questo giovane. Un suo coetaneo, Andrea Macrì, è costretto da allora su una sedia a rotelle: oggi è un atleta della nazionale italiana e si è messo in mostra alle Paraolimpiadi, prima con la scherma e poi con l’hockey su ghiaccio. Sedici loro compagni di classe finirono in ospedale e riuscirono a salvarsi per miracolo. La classe era la quarta D del liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli. Questa mattina a Rivoli si è tenuta la marcia per la sicurezza delle nostre scuole, e subito dopo, la riunione dell’osservatorio per l’edilizia con il Ministro Lorenzo Fioramonti. Da allora il 22 novembre è diventata una data simbolica, che rilancia una questione purtroppo “eterna”, il tema della sicurezza nella realtà scolastica.

Miur sicurezza

Le criticità dell’edilizia scolastica

Sono uno dei punti fermi di una buona scuola: avere una struttura, degli edifici solidi, sani, sicuri. Spazi dove si possa davvero frequentare il ben-essere, prevenzione e talvolta antidoto contro forme di disagio o fragilità. Invece sappiamo bene quanto sia critica, nel nostro paese, lo stato dell’arte sulla manutenzione e sicurezza delle nostre scuole. Ne hanno parlato qualche giorno fa Michele De Pascale, presidente di Unione delle Province Italiane, e il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti.

Sicurezza: molte scuole superiori rischiano la chiusura. L’allarme delle Province

La “bontà” dei social

All’inizio della Settimana diocesana della scuola (il 14 ottobre scorso), il prof. Carlo Meneghetti ha illustrato ai docenti presenti al CFP San Gaetano il valore educativo e didattico dei social. In un intervento accurato e preciso, Carlo (coadiuvato dal giovane e bravo collega Jacopo Masiero) ci ha introdotto in questo mondo, che se pur presenta elementi di criticità, deve essere valorizzato e accolto come realtà presente, e certo non più meramente virtuale. Pubblichiamo il suo intervento (“Abitare la rete e le relazioni“), a beneficio di tutti.

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