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Il senso della vita – riflessioni di giovani che pensano

Riceviamo e pubblichiamo volentieri queste riflessioni, nate dai pensieri e dalle considerazioni condivise con i compagni di classe della 5SB dell’IIS di Lonigo, come compito assegnato dal dcente Religione. Il prof. Francesco Maule ha infatti chiesto agli alunni quale fosse, per loro, il senso della vita. Sono emerse delle belle riflessioni che offrono speranza e ci fanno cogliere la bellezza e la profondità che i nostri studenti possiedono e possono condividere con noi adulti.

La vita è un viaggio verso la felicità…

       …in viaggio verso la felicità, per cercare il senso della vita, tra parole, immagini, riflessioni…

Ci è stato chiesto quale fosse, per noi, il senso della vita.
L’ abbiamo voluto raccontare così, aiutandoci con le immagini che abbiamo catturato durante le “avventure”
che abbiamo vissuto in questi anni. 

Abbiamo parlato tra noi, raccontato e ascoltato varie testimonianze e riflessioni.

Abbiamo prodotto alcuni materiali nell’ora di IRC
abbiamo pensato di allargare questa condivisione a tutti gli altri compagni e amici della scuola.
Purtroppo non è possibile condividere tutto quanto è emerso,
neppure il nostro video per ragioni di privacy,
ma con questo articolo vogliamo dare il nostro contributo alla scuola e
un messaggio ai nostri compagni, in questi giorni difficili,
che ci vedono tutti impegnati a cercare
un nuovo modo di vivere e di viaggiare… restando a casa.
Buon viaggio!!!

…la vita, un dono…

A detta di molti la vita è un dono, un dono speciale; quello che molti non sanno però è il suo valore.Ognuno è libero di scegliere se mettere il proprio regalo in uno dei tanti scaffali a prender la polvere o decidere di prenderlo in mano e portarlo con sé scoprendolo e arricchendolo con le proprie esperienze, giorno per giorno, senza pentirsene in futuro. Non c’è una linea guida su come utilizzare la vita, non c’è giusto o sbagliato, so solo che, quel piccolo grande dono, se portato con sé, alla fine del proprio percorso, quando lo si andrà a mettere in uno dei tanti scaffali, non apparirà un oggetto insignificante, ma pieno di valore; potrà aver preso botte, essersi rotto in mille pezzi e aggiustato altrettante volte, ma apparire comunque enorme. Ci sono 7 miliardi di doni nel mondo, o poco più, ma solo uno tra tanti darà un piccolo frammento del proprio essere ad un suo simile. Questa è per me la felicità: qualcuno in grado di entrare a far parte della vita di una persona, cambiandone la forma e rendendola migliore. Quel dono alla fine troverà spazio su quello scaffale, accanto all’altra figura che ha reso la sua vita divertente, bella e unica grazie al suo frammento. (riflessioni firmate)

…istanti di felicità…
“Tutti pensano ad accumulare oggetti e cose dimenticando che lo scopo della vita è quello di accumulare sorrisi, emozioni e instanti felici”. Parto con questo “motto” perché penso che la vita sia un continuo mettersi in gioco, chi più chi meno, per raggiungere obiettivi, mete e per portarsi ogni giorno a casa sensazioni ed emozioni  nuove. Ho imparato negli anni che la vita va apprezzata per quello che sia ha, e non per ciò che non sia ha. Penso che non siano le cose materiali a dare la felicità, ma il fatto di essere circondati da persone che mi vogliono bene. La vita è un percorso che purtroppo ha una durata di tempo limitata e io personalmente ritengo che non ci debbano essere limiti nel pensare o fare ciò che si vuole, perché la vita è una sola e VA VISSUTA! Per me vita significa “cogliere l’attimo”, non lasciare nulla al caso, mettersi in gioco fino a quando non si raggiunge ciò che ci rende più felici, perché tutti nascono con le doti per riuscirci!“I tre grandi elementi essenziali alla felicità in questa vita sono: qualcosa da fare, qualcosa da amare, e qualcosa da sperare.Sono attimi, piccoli attimi che portano serenità e spensieratezza. A volte si pensa che la felicità arriva nella nostra vita solo con o da una data persona. Invece dovremmo capire che siamo NOI l’unico punto di riferimento da prendere in considerazione per essere felici. Felicità significa comunque amare ed essere amati, realizzare se stessi, sentire di aver raggiunto un traguardo nella vita, delle consapevolezze, una certa stabilità. Sono piccoli traguardi che, al solo pensiero, portano a piccolissimi istanti di felicità e spingono chiunque a realizzarsi sempre di più. (riflessioni firmate)

…felicità…ma…chi sono le persone felici?
Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l’età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario, sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio: l’estroversione, la fiducia in se stessi, la sensazione di controllo su se stessi e il proprio futuro. Il tema della felicità appassiona da sempre l’umanità: scrittori, poeti, filosofi, persone comuni, ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo “stato di grazia”. Per tentare di definire questa condizione si mettono in risalto: ora la componente emozionale, come il sentirsi di buon umore, ora l’aspetto cognitivo e riflessivo, come il considerarsi soddisfatti della propria vita, altre volte gli stati come la contentezza, la soddisfazione, la tranquillità, l’appaga- mento oppure la gioia, il piacere, il divertimento. Il mio pensiero sul tema della felicità: quando sto con i miei amici sono felice di stare con loro e mi fanno stare bene.  (riflessioni firmate)

…noi siamo tempesta…
Noi, classe 5^SB, insieme al nostro professore di religione, per approfondire il tema “la vita è un viaggio verso la felicità”, abbiamo letto alcuni capitoli di un libro intitolato “Noi siamo tempesta”. I vari capitoli raccontano alcuni episodi successi durante la storia umana. Dopo la lettura abbiamo riflettuto sul senso della vita e su come alcune vicende della storia hanno avuto spesso come protagonisti le persone comuni, che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. A me è piaciuto particolarmente il capitolo che tratta della caduta del muro di Berlino. Dopo la seconda guerra mondiale, la Germania, per decisioni politiche, ha deciso di dividersi. A Berlino, nel 1961, il regime sovietico, a causa della “guerra fredda”, finanziò la costruzione di un muro che dividesse e isolasse le persone residente da Berlino Est da quelle di Berlino ovest. Le famiglie furono divise e non poterono scavalcare il muro. Se si osava scavalcarlo, si veniva uccisi, ma la forza di volontà di tutti i cittadini, stanchi della situazione di distanza dalle loro famiglie e dell’oppressione che vivevano, abbattè il muro il 9 novembre del 1989. Dopo questo evento le famiglie si sono potute riunire dopo 28 anni dalla costruzione del muro. Il capitolo entra nei panni di un cittadino di Berlino est che dice: «Il politico ha sbagliato. Il giornalista ha riportato lo sbaglio. La guardia ha deciso di non sparare. Ma se noi fossimo rimasti in casa, se la nostra paura fosse stata più forte della nostra speranza, quella sequenza di atti preparatori non avrebbe fatto accadere nulla. […] Chi ha buttato giù il muro di Berlino alla fine? La risposta è semplice: noi. Siamo stati noi, con le nostre gambe, le nostre mani, i nostri occhi e una specie di forza collettiva che senza che ci fossimo messi d’accordo ci ha portati tutti là sotto, dove la storia faceva male sul serio, a guardarla in faccia». Posso capire molto bene quello che gli abitanti di Berlino provarono all’epoca. È molto simile, anche se sostanzialmente diversa, dall’attuale pandemia di COVID-19. Anche noi, come loro, siamo costretti a rimanere segregati senza poter uscire liberamente. Noi non rischiamo di essere fucilati, questo è vero, ma rischiamo comunque. Neanche noi possiamo vedere ed abbracciare i nostri familiari. Al solo pensarci provo una grande frustrazione, e anche terrore, al grande rischio che si correva all’epoca e tristezza per tutte le famiglie non potevano abbracciarsi ai lati opposti. Fossi stata in loro avrei tentato di smontare quel muro mattone dopo mattone e mi sarei rivoltatata contro quel sistema ingiusto e privo di libertà. Grazie alla caduta del muro si può facilmente capire come le persone debbano rimanere unite quando giungono momenti di grave crisi e di come sia possibile superare sempre e comunque questi brutti periodi. Loro, tutti insieme, hanno riunito una nazione di famiglie: rimanendo uniti si vince. (riflessioni firmate)

La perfezione non esiste – Vanessa Incontrada

Venerdì 6 dicembre Vanessa Incontrada ha tenuto un breve monologo contro il body shaming (la derisione del corpo), in prima serata su Rai1. La conduttrice ha emozionato tutti con un messaggio rivolto a se stessa e a tutte le donne. “La perfezione non esiste. Magari me lo avessero detto prima. Sai quanto tempo ho passato a cercarla?”. Parole forti che provengono direttamente dalla sua esperienza personale, dal lungo percorso affrontato per superare il dolore provocato dai commenti sul fisico ricevuti nel corso degli anni sui social e non solo. Incontrada in passato è stata più volte attaccata per le sue forme, accusata di “essere ingrassata troppo”, persino durante la gravidanza.

Di seguito il link del suo monologo e allegato un commento della filosofa e saggista Michela Marzano, estrapolato dalle pagine de “Repubblica” a commento proprio delle parole di Vanessa Incontrada.

La perfezione non esiste – Vanessa Incontrada

Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole

E’ passata un pò in sordina la ricorrenza odierna, nella quale si celebrava la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Il pensiero non può non andare a Vito Scafidi, 17enne frequentante il liceo Darwin di Rivoli, tragicamente morto undici anni fa a scuola. Fu il controsoffitto in laterizio a cedere, sotto il peso di un vecchio tubo di ghisa non funzionante lasciato ancorato nel vano tecnico con del fil di ferro. Il tetto crollò sui banchi e la polvere coprì ogni cosa, cancellò i sogni e distrusse le speranze di questo giovane. Un suo coetaneo, Andrea Macrì, è costretto da allora su una sedia a rotelle: oggi è un atleta della nazionale italiana e si è messo in mostra alle Paraolimpiadi, prima con la scherma e poi con l’hockey su ghiaccio. Sedici loro compagni di classe finirono in ospedale e riuscirono a salvarsi per miracolo. La classe era la quarta D del liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli. Questa mattina a Rivoli si è tenuta la marcia per la sicurezza delle nostre scuole, e subito dopo, la riunione dell’osservatorio per l’edilizia con il Ministro Lorenzo Fioramonti. Da allora il 22 novembre è diventata una data simbolica, che rilancia una questione purtroppo “eterna”, il tema della sicurezza nella realtà scolastica.

Miur sicurezza

La “bontà” dei social

All’inizio della Settimana diocesana della scuola (il 14 ottobre scorso), il prof. Carlo Meneghetti ha illustrato ai docenti presenti al CFP San Gaetano il valore educativo e didattico dei social. In un intervento accurato e preciso, Carlo (coadiuvato dal giovane e bravo collega Jacopo Masiero) ci ha introdotto in questo mondo, che se pur presenta elementi di criticità, deve essere valorizzato e accolto come realtà presente, e certo non più meramente virtuale. Pubblichiamo il suo intervento (“Abitare la rete e le relazioni“), a beneficio di tutti.

Uno spettacolo da vedere (e da rifletterci sopra, col sorriso…)

In esclusiva (…) pubblichiamo il link dello spettacolo tenuto dall’amico Michele Diegoli, docente di storia e filosofia a Milano, intervenuto a Valdagno al Teatro Super venerdì 18 ottobre in occasione della Settimana diocesana della scuola. Mettetevi comodi e gustatevi 80 minuti di cabaret sul mondo scuola, dove però, al di là delle battute, i contenuti su pregi e difetti sul nostro “mondo lavorativo, umano e professionale” si ritrovano tutti..

Prova aperta gratuita per il nuovo spettacolo de “La Piccionaia”

Martedì 22 ottobre, ore 10.00, al Teatro Astra di Vicenza la compagnia teatrale della Piccionaia accoglie volentieri chi può partecipare alla prova aperta del nuovo spettacolo “Sei stato tu!”, con la regia di Carlo Presotto . Lo spettacolo, che sarà possibile poi portare nelle classi e aule scolastiche, si pone l’obiettivo di valorizzare i temi del rispetto, della dignità, e quindi contrapporre a emergenze educative odierne (quali bullismo e cyberbullismo) una chiave propositiva, costruttiva, che parte dal valorizzare la persona umana nella sua dignità. La prova aperta sarà seguita da un breve dialogo col regista sul tema dello spettacolo, al fine di approfondirne i contenuti. La partecipazione è libera, vi aspettiamo.

Carta di Assisi – Manifesto internazionale contro i muri mediatici

All’interno della Settimana diocesana della scuola viene organizzato una presentazione della CARTA DI ASSISI, il Manifesto internazionale contro i muri mediatici.

L’incontro, sostenuto dall’ufficio scuola è presentato dall’ufficio diocesano delle comunicazioni sociali, e si svolgerà all’Auditorium dei Carmini, venerdì 18 ottobre con inizio alle ore 18.00.

La Carta di Assisi, il primo manifesto internazionale contro i muri mediatici

RETI EDUC-ATTIVE – lunedì 14 ottobre, ore 16.00, Istituto San Gaetano

Proseguiamo la presentazione della Settimana della scuola (ottobre-22 ottobre), invitandovi all’incontro di lunedì 14 pomeriggio, inizio ore 16.00 all’Istituto San Gaetano (Via Mora 14, Vicenza)  dal titolo “Reti Educ-Attive”, con la proposta di un “laboratorio sul valore educativo dei social network”: sono invitati speciali i docenti della scuola secondaria di I° grado. Ci aiuterà nel lavoro e nella riflessione Carlo Meneghetti, toy designer, game designer e ludo-strategist, è docente di Teologia della Comunicazione presso lo IUSVE di Mestre e di Verona, media educator, appassionato del mondo fantasy legato alla religione e al sacro. Per partecipare è sufficiente avvisare la segreteria ufficio scuola al numero 0444226456 o scuola@vicenza.chiesacattolica.it 

Settimana diocesana della scuola 2019: gli appuntamenti ufficiali!

Cominciamo il nostro avvicinamento alla SETTIMANA DELLA SCUOLA 2019 (in calendario dal 13 al 22 ottobre), promossa dal nostro ufficio diocesano, con la locandina dei vari appuntamenti già definiti; a breve li presenteremo uno ad uno. Intanto … cominciamo già ad aggiornare le nostre agende per garantire la presenza e, naturalmente, condividiamo le varie iniziative previste nella settimana con amici, docenti, colleghi …

Piccolo decalogo (meglio dozzina…) di consigli per il buon insegnante

Sull’edizione di mercoledì 4 settembre de “la Repubblica” il nostro caro amico e collega Eraldo Affinati ha stilato un breve e semplice decalogo (anzi, 10+2) con delle osservazioni davvero interessanti per il buon insegnante. In questa fase di inizio anno, siano di buon auspicio e confronto per tutti, dai maestri ai professori ai docenti universitari…a tutti coloro che incrociano, ogni giorno, i nostri cari studenti. Le 10 regole (più 2) per un insegnante Affinati

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